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I Brevetti "nati" dalla Ricerca

I funghi “degradatori”
 
Nel dicembre 2002, a seguito della collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Biologia Vegetale, Mycotheca Universitatis Taurinensis (Mut), sono stati brevettati tre ceppi fungini classificati come “basidiomiceti” e rientranti nei così detti “funghi ligninolitici”:
        BAS10 (n° brev. TO2002A001085),
        BAS14 (n°brev. TO2002A001087),
        BAS18 (n°brev. TO2002A001086).
In letteratura questi funghi sono noti per la loro capacità di degradare, estesamente e con bassa specificità, una vasta gamma di composti aromatici, compresi gli idrocarburi policiclici aromatici ed i coloranti quali gli azo composti.
I funghi, depositati sia presso il Centro Internazionale DSMZ (Deutsche Sammlung von Mikroorganismen und Zellkulturen) in data 30/09/2002, sia presso la Mycotheca Universitatis Taurinensis (MUT), sono stati testati utilizzando il Poly R-478, riconosciuta come molecola target di degradazione dei composti idrocarburi policiclici aromatici e di una ampia gamma di coloranti. Contemporaneamente si sono ricercati gli enzimi coinvolti nei processi degradativi.


I funghi che “adsorbono i coloranti”
 
Nel dicembre 2006, sempre in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Biologia Vegetale, Mycotheca Universitatis Taurinensis (Mut) è stata brevettata l’applicazione di 3 ceppi fungini in procedimenti di trattamento di reflui contenenti coloranti (n° domande di brevetto TO2006A000806; TO2006A000808; TO2006A000810).
I 3 ceppi selezionati hanno dimostrato la capacità di adsorbire, anche quando inattivati, sia molecole di coloranti target sia molecole di coloranti presenti in reflui industriali reali. Prove di simulazione di un processo di trattamento sono state effettuate a seguito dell’impaccamento delle biomasse all’interno di colonne attraverso le quali è stato fatto circolare il refluo fino ad arrivare alla rimozione completa dell’inquinante.
 

I Bacilli produttori di molecole biosurfattanti
 
Nel corso del 2007 è stato eseguito un processo di screening su alcuni isolati microbici ottenuti da un consorzio microbico della Linea ENZYVEBA®, allo scopo di verificarne la capacità di produrre molecole biosurfattanti.
Al termine del lavoro, nel 2008, ci si è concentrati nell’identificazione dei batteri che erano stati isolati, nella purificazione delle molecole biosurfattanti, nella misurazione delle loro attività e nella determinazione delle caratteristiche ioniche. L’approfondimento degli studi, svolto in collaborazione con l’Università di Calgary, ha permesso l’individuazione di una molecola biosurfattante che, in associazione con determinati antibiotici, riduce la formazione di biofilm di batteri patogeni che possono depositarsi su dispositivi medici generando importanti infezioni quando utilizzati su pazienti (ex. cateteri, bypass…). L’applicazione di questo complesso biosurfattante-antibiotico è stato oggetto di deposito congiunto di brevetto internazionale.
IL CICLO MICROBIOLOGICO

TERRA fa parte del MARCOPOLO ENVIRONMENTAL GROUP

IL CICLO MICROBIOLOGICO

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